domenica 31 luglio 2022

Domenica 31 luglio la comunitá di Bocchigliero ha accolto Padre Onofrio Farinola




Padre Onofrio Farinola comincia ufficialmente oggi una nuova esperienza nella nostra piccola comunità di Bocchigliero come amministratore di parrocchia.








Oggi è stato presentato ufficialmente dal Vicario generale dell' Arcidiocesi di Rossano-Cariati, don Pino Straface nel corso della celebrazione eucaristica di questa domenica 31 luglio.


A nome dei bocchiglieresi di Milano vogliamo esprimere la nostra riconoscenza al Signore per il dono di un nuovo pastore per la parrocchia di Bocchigliero.

La accogliamo Padre Onofrio come un fratello e un padre ma anche come guida della comunità che saprà incoraggiarci e spronarci nel nostro cammino di fede. 

Sarà bello per lei "respirare" l'aria della nostra Sila, di Bocchigliero, paese che evangelicamente parlando, come ha citato Lei, è posto sulla sommità del monte per stare sopra ma anche per stare dentro, appunto nella meravigliosa Sila.

Grazie per ciò che ha portato con Lei in valigia: l'entusiasmo! Entusiasmo, grande dono di Dio, che si è notato subito dal primo giorno del Suo arrivo.

Quindi ancora grazie per essere in mezzo a noi, per camminare insieme anche attraverso i sentieri discoscesi, come Lei ha detto questa mattina. Sarà "lanterna" per noi, ne siamo sicuri e certamente sarà capace di incarnarsi nelle storie di tutti noi.

In attesa di cominciare insieme a disegnare i nuovi sentieri, La salutiamo ridandoLe il nostro benvenuto a Bocchigliero e nella comunità dei bocchiglieresi di Milano (e dintorni)




martedì 19 luglio 2022

Messa di saluto del parroco Don Giuseppe Cersosimo


Il 24 luglio si concluderrà  il percorso pastorale del nostro arciprete uscente don Giuseppe Cersosimo che domenica, durante la  Santa Messa del 17/7/2022, ha salutato i parrocchiani commossi e increduli per questo spostamento di parrocchia che ancora non si aspettavano.

"E'  nella bellezza di questa Sacra Scrittura che voglio inserire il mio mistero sacerdotale, l'aver vissuto questo servizio in questa bella comunità, in questa bella parrocchia che ho amato sin dall'inizio, dal primo giorno..." Sono le prime parole di saluto e ringraziamento  che Don Giuseppe ha rivolto alla comunità durante l'omelia.

Quella di domenica è stata una Celebrazione Eucaristica solenne con tanti momenti toccanti, accompagnati dai canti del bravissimo coro della parrocchia. 

In tantissimi erano in Chiesa per rendere omaggio al parroco uscente che giovedì prossimo lascerà ufficialmente la guida della comunità di Bocchigliero a Padre Onofrio Farinola.

Alla fine della Messa, prima della benedizione, Elisa Grillo e Nicola Benevento, a nome di tutta la comunità,  hanno salutato e ringraziato don Giuseppe per il cammino condiviso ricordando anche i meravigliosi pellegrinaggi organizzati a Lourdes, Assisi, Santa Rita da Cascia, San Giovanni Rotondo, a Roma per il Giubileo della Misericordia,  le riuscite  e sentite feste in onore di San Nicola, San Rocco e della Madonna de Jesu e non per ultimo  tutti i lavori effettuati per la conservazione e miglioramento dei luoghi di culto del paese, tra questi la facciata della Chiesa di San Rocco, il ripristino delle luci sui campanili della Chiesa della Madonna de Jesu e di San Rocco, il restauro dei portoni delle chiese, il ripristino dell'impianto elettrico della Chiesa di San Leonardo, il restauro di diverse statue  e tanti altri lavori che Nicola ha dettagliato durante il suo intervento. 

Per ultimo, ho avuto io l'onore di rappresentare la comunità dei Bocchiglieresi di Milano. Ho voluto  ringraziare don Giuseppe per aver guidato con affetto e perseveranza i nostri incontri annuali, ultimo dei quali, il ventesimo,  alla presenza anche del Vescovo di Rossano. Ho promesso a Don Giuseppe   di riprendere quanto prima questa bella iniziativa che proprio il giorno prima  mi aveva suggerito di non abbandonare. 

Don Giuseppe ci mancherà ma sarà sempre nei nostri cuori e lo attenderemo a Milano, ogni volta che lui vorrà venire a farci visita.

Ringraziamo il Signore,  la Madonna de Jesu, San Rocco e San Nicola per averci dato il dono della sua presenza nella nostra comunità e siamo certi che porterà la stessa Grazia nella parrocchia di Paludi che gli è stata affidata.

giovedì 24 febbraio 2022


 

mercoledì 5 gennaio 2022


 

martedì 4 gennaio 2022


 

sabato 1 gennaio 2022

venerdì 31 dicembre 2021


 

giovedì 30 dicembre 2021

Aspettando il capodanno

Nell’immaginario collettivo l’anno vecchio viene rappresentato come un uomo anziano, con barba e capelli lunghi e bianchi e col bastone, che si porta, a fatica, sulle spalle un pesante sacco pieno con tutte le cose brutte da cancellare, accadute nel corso dell’anno solare. Eppure, anche lui è stato un Anno Nuovo e sono state fatte promesse di buoni propositi e di auguri!  Qualcuna di esse è stata rispettata e qualche altra disattesa. Ognuno cerca di comportarsi secondo le sue aspettative; poi, ci sono gli eventi e le circostanze che sconvolgono tutti i piani prestabiliti.

L’ Anno Nuovo viene accolto con tanta speranza e con l’augurio che sia migliore del vecchio appena trascorso e che tutti debbano fare la propria parte e non delegarla agli altri. Non c’è miglior modo di festeggiarlo col botto, stappando una bottiglia di spumante allo scoccare della mezzanotte: in quel momento fantastico abbracci,
baci
e
auguri
di buona vita si sprecano. Aver fede e speranza è il modo migliore di incominciare un nuovo anno e di partire col piede giusto.
Tra i ricordi della mia infanzia menziono “La strina” – letteralmente strenna – che veniva cantata da adulti e ragazzini dietro le porte degli amici per augurare il Buon Anno. Amici bolognesi mi raccontarono che anche da loro c’era questa usanza; i bambini si recavano presso le famiglie amiche per augurare il Buon Anno in cambio di doni; alle femminucce non era consentita questa tradizione. Parimenti, il primo componente della famiglia a rispondere, al telefono o di persona, agli
auguri
doveva essere un uomo, in quanto la donna era considerata portatrice di sfortuna e reso l’anno nuovo funesto. Naturalmente, per rendere dignità alle donne, questa usanza non ebbe lunga durata; era già nata male in partenza; continuarla sarebbe stato un atto ignobile e ingiustificato e mancanza di rispetto verso l’altra metà dell’umanità.
Un’usanza molto diffusa è quella dei petardi, degli spari di armi da fuoco e dei fuochi di artificio fatti scoppiettare a mezzanotte sotto forma augurale per illuminare il cielo a dare così il benvenuto al Nuovo Anno; ferimenti e morti accidentali ne hanno messo un freno negli anni precedenti e oggi sono vietati per Covid. Non è raro assistere in alcune parti d’Italia al lancio degli oggetti vecchi da finestre, terrazzi e balconi per simulare tutto il negativo dell’anno appena trascorso. Il giorno seguente le strade diventano un immondezzaio: l’ambiente ci soffre per il pattume e lo smog.
E’ radicata la tradizione di mangiare a Capodanno cotechino e lenticchie: il cotechino, fatto con la carne e il grasso del maiale, porta abbondanza; le lenticchie sono considerate portafortuna in quanto la loro forma tondeggiante richiama le monetine. Inoltre, il melograno e l’uva completano la consuetudine. Le vecchiette del mio vecchio rione davano due consigli di facile attuazione: lasciare aperta la finestra di una stanza buia per far uscire gli spiriti maligni e le energie negative; e di lasciare chiusa quella di una stanza illuminata per trattenere la fortuna e le energie positive. Amici veneti, invece, mi raccontarono che, alla vigilia di Capodanno, le massaie cucinavano il capitone perché la sua forma somigliante al serpente ricorda il demonio, cosicché consumarlo a cena aveva lo scopo di sconfiggere il male.
Un bellissimo augurio comune di Buon Anno è quello di chiedere la salute, il benessere, la pace e di vivere in un mondo più umano, pulito, giusto e solidale. Ognuno, però, dovrebbe essere una persona speciale, migliorando i pregi e riducendo i difetti e facendo solamente il proprio dovere come normalità.

Buon Anno, nonché buona, lunga e serena vita dal vostro amico scrittore Carmine Scavello